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Questo simpatico animaletto è stato addomesticato per la prima volta intorno al 5000 a.C. da pastori delle tribù che vivevano sulle Ande del Sud America.

Il porcellino d’India essendo estremamente sociale mal si adatta alla detenzione in solitudine a meno che non gli si dedichi quotidianamente molte attenzioni.
È un ottimo animale da compagnia perché si affeziona molto al proprietario, necessita di un’ ambiente tranquillo e richiede continue attenzioni soprattutto se allevato da solo.

Allevamento e Gestione

Mai tenere due maschi in presenza di una femmina perché porta necessariamente a scontri tra i due pretendenti. E’ possibile invece mantenere più maschi insieme senza femmine soprattutto se castrati.
La gabbia deve essere ampia e spaziosa con la lettiera sempre abbondante, morbida e non abrasiva onde evitare pododermatiti piuttosto frequenti in questa specie. Sarebbe preferibile non adoperare trucioli o segature troppo fini che possono esser causa di irritazioni genitali, respiratorie e, se ingerite, gastrointestinali.
Non è assolutamente ideale la sabbia utilizzata nelle lettiere del gatto.
Sarebbe sempre buona norma dotare la gabbia di una casetta-tana dove l’animale possa ripararsi se spaventato e di un “reparto” alimentare dove abbia a disposizione una ciotola per l’alimento, una rastrelliera con il fieno ed un abbeveratoio a goccia.
L’ambiente in cui collocare la gabbia deve essere riparato e tranquillo, la temperatura non deve superare i 25° centigradi e l’umidità relativa non deve superare possibilmente il 50%. Contrariamente a quanto si creda diffusamente questo è un animale molto sensibile al calore più che al freddo quindi bisogna prestare particolare attenzione a che non venga posto al sole o in zone troppo calde.

Riproduzione

Entrambi i sessi raggiungono la maturità sessuale già intorno ai 3 – 4 mesi. Non è necessario separare il maschio dalla femmina in prossimità del parto e si possono solitamente manipolare i piccoli senza rischi e senza che poi la madre li rifiuti.
Solitamente i piccoli sono da uno a quattro. Come per tutti i mammiferi è necessario che questi ricevano il latte materno nelle prime ore dopo la nascita anche se a sole 24 ore cominciano già a consumare cibi solidi. E’ opportuno sapere che sono molto esclusivi nell’ambito dell’alimentazione essendo molto abitudinari e quindi è certamente utile offrire già dai primi giorni di vita una gran varietà di cibi per abituare i neonati da subito a consumarli.
I piccoli possono considerarsi svezzati dopo 3 settimane dalla nascita anche se si alimentano autonomamente già da molto prima.

Alimentazione

IL porcellino d’india è un erbivoro stretto ed avendo tutti i denti a crescita continua deve consumarseli mangiando cibi con molta fibra. In natura si alimenta quasi esclusivamente di erba. L’alimentazione ideale deve basarsi sull’assunzione costante e quotidiana di vegetali e di una buona quantità di vitamina C.
Un individuo deve assumere nella sua razione un: 75% di fieno, 20% di verdura, 5% di mangime:
  • Il fieno deve essere di ottima qualità e contenere differenti tipi di piante.
  • La verdura deve essere ben lavata, a temperatura ambiente ed asciutta. Preferibilmente scegliere varietà ricche in vitamina C come: peperone, prezzemolo, broccolo, erbe di campo, ecc..
  • Il mangime deve essere costituito da pellets e contenere vegetali e NON SEMI.
La frutta va somministrata con moderatezza e non più spesso di un paio di volte a settimana visto che contiene zuccheri. Consigliabili sono comunque l’arancio ed il kiwi per la loro componente vitaminica.

Patologie più frequenti

Come detto il porcellino d’india ha incisivi, premolari e molari a crescita continua. Comune è la formazione di punte dentali che possono riguardare tutti i denti molariformi. All’esame orale infatti è possibile osservare che i molari superiori crescono verso l’esterno (ferendo con le loro punte la mucosa delle guance), mentre gli inferiori verso l’interno (al di sopra della lingua). I molari ed i premolari mascellari infatti hanno le radici interne a crescita continua e quelle esterne a crescita limitata ed il contrario si realizza per i mandibolari. A volte questa crescita è tale da costituire un vero e proprio ponte sopralinguale. Sempre nella cavia un reperto frequente è la dislocazione anteriore della mandibola per eccessiva crescita dei denti molari valutabile clinicamente ma soprattutto radiograficamente. La diagnosi precoce, vale a dire prima che si realizzino alterazioni irrecuperabili, consente un intervento di pareggio dei denti e la guarigione dell’animale.
E’ essenziale sottoporla a visita Medico Veterinaria Specialistica almeno semestralmente per prevenire eventuali disturbi soprattutto dentali, visto che l’evidenziazione dei sintomi prelude spesso ad una condizione patologica irrecuperabile.